Di recente, Buffon ha raccontato di quella sera in cui si sentì di stare per morire. Ecco le parola del portiere ex Juventus.
Dopo essersi sbilanciato sulla Nazionale, Buffon è tornato ad esporsi pubblicamente a distanza di qualche settimana. Infatti, come riporta Open, il portiere ex Juventus ha fatto riferimento ad una sera in cui si sentì male a tal punto da credere di essere vicino alla morte.
Il racconto in questione è stato fornito all’interno di un libro a titolo proprio dell’ex portiere. L’anticipazione dello scritto in questione, è stata fornita dal quotidiano Guardian, il quale ha riportato i dettagli di questa testimonianza.

Il racconto di Buffon
L’ex portiere ha fatto riferimento ad una partita risalente al 2004, ovvero Juventus-Reggina. I bianconeri erano ancora in corsa per molteplici obiettivi, e questo in lui ha suscitato un’ovvia pressione: “Durante il riscaldamento pregai e feci la mia solita routine pre-partita ma sentivo come se qualcosa non andasse nei miei muscoli. Dopo due minuti indossai i guanti, mi posizionai in porta e mi resi conto che facevo fatica a respirare“.
Il racconto è poi proseguito con ulteriori dettagli: “Rimasi lì immobile, a fissare il campo, e mi sentii leggermente stordito. Ciò che mi spaventò, però, fu la stretta che sentivo al diaframma, tra il petto e lo stomaco, come se avessi ricevuto un colpo“.
Buffon ha poi raccontato nel dettaglio gli effetti dell’attacco di panico in questione: “Quando hai un attacco di panico, non sai di averlo. Quando hai un attacco di panico pensi di morire. Non riuscivo a gestire quella situazione, né a concentrarmi sui miei esercizi, perché non sapevo cosa mi stesse succedendo“.
Dubbi, sintomi e diagnosi
Nella mente di Buffon si sono insinuati diversi dubbi. Il suo chiodo fisso, è stato infatti la paura di diventare “un fantasma” nel caso in cui non avesse giocato quella partita. La diagnosi ha poi evidenziato meglio il suo stato d’animo: lo spauracchio della depressione.
Nei mesi successivi a quanto accaduto, l’ex portiere manifestò sintomi quali insonnia, pensieri ossessivi, paura di deludere, senso di svuotamento. Il suo medico del periodo, Riccardo Agricola, gli disse: “Gigi, potrebbe essere depressione“.